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Il sogno non è un’illusione, è un atto di fedeltà alla realtà interna.
Esploriamo la potenza del gruppo come strumento di liberazione.
Attraverso il racconto, il sogno si fa voce per denunciare l’anomia e l’incomunicabilità del nostro tempo.
Non cerchiamo il consenso, ma l’urto: quell’intensità dell’incontro che permette alla vita di riemergere dal fondo.
Abitare la tensione tra l’intrapsichico e il collettivo per smettere di adattarsi e iniziare a essere liberi.










